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I cibi anti-glicemia? Non esistono!

I diabetici sanno bene che non ci sono trucchi capaci di ingannare la loro patologia e per tale motivo, oltre ad una necessaria prevenzione, non possono esimersi dall’assunzione di una dieta equilibrata associata ad un moderato esercizio fisico. Ho affrontato nei mesi precedenti il tema dei cibi antiglicemia. Le domande che mi sono arrivate da voi sono tante, davvero tante. Il mio obiettivo è quello di aiutarvi e di diffondere il concetto di prevenzione per poter far star bene le persone e insegnare loro a prendersi cura di sè. E per questo ho voluto rivolgermi ad uno specialista del settore per cercare di togliervi ulteriori dubbi su questo argomento. Il Dott Carlo Bertoli, del centro Medico Visconti di Modrone di Milano. Vediamo cosa ci ha raccontato….

“Il titolo di questo articolo è tutto un programma. Quando mi vengono proposti argomenti di questo genere, l’istinto primario è quello di fuggire. Poi, ripensandoci, ti rendi conto che proprio questo è il problema che attanaglia l’argomento Nutrizione. Da qualunque parte ti volti e a qualunque livello culturale ti poni, l’informazione che riguarda gli alimenti giunge sempre più confusa: non si può dare la colpa, infatti, soltanto ai ciarlatani della peggior specie di sguazzare nella confusione di parole che essi stessi generano. Purtroppo ci si mettono anche gli “scienziati”, che molto spesso, al solo fine di fare bella figura e di pubblicare qualche articolo, forniscono informazioni probabilmente vere ma non correttamente interpretabili da un pubblico inesperto.
Riguardo al rapporto tra alimenti e glicemia, la bufala più evidente riguarda l’indice glicemico. L’indice glicemico di un alimento indica la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di un quantitativo dell’alimento contenente 50 g di carboidrati: viene ottenuto misurando l’andamento della curva a campana dal momento dell’ingestione a due ore dopo. Questo parametro è espresso in percentuale, e si rapporta comunemente alla velocità di aumento della glicemia con la stessa quantità di glucosio o di pane bianco.
E su questo non ci piove. Che ciò però possa avere un risvolto pratico ed una sua efficacia nella gestione quotidiana della glicemia per un diabetico è assolutamente discutibile. Se è pur vero che un alimento ricco di carboidrati come la pasta, il riso o altri, assunto isolatamente determina un differente aumento della glicemia, è altrettanto vero che il suo assorbimento può essere influenzato da molteplici condizioni. L’associazione con grassi, proteine, fibra, la composizione variata del pasto e moltissimi altri fattori contribuiscono a modificare la velocità di assorbimento per lo più riducendola. Consigliare quindi ad un profano l’assunzione di un alimento piuttosto che un altro in base al solo indice glicemico è, volendo essere delicati, quantomeno superficiale! Che poi questo fantomatico indice glicemico abbia influenza ed efficacia nel determinare la composizione di una dieta dimagrante è fantascienza pura. La vigliaccheria più grossa che viene perpetrata nei confronti del pubblico è quella di affermare che il cittadino/consumatore/paziente non è un bue ma è capace di discriminare autonomamente tra tutte le informazioni che riceve. Niente di più falso!
Noi tutti, infatti, a seconda dei casi, siamo “popolo bue”: nel momento in cui ci avviciniamo ad argomenti che non sono di nostra competenza e nei confronti dei quali abbiamo soltanto informazioni approssimative, siamo del tutto indifesi. Ci sarebbe bisogno quindi di esperti che ci dessero informazioni concrete ed efficaci, ripulite da inutili citazioni scientifiche; purtroppo molto spesso la realtà e la concretezza sono ben poco affascinanti e poiché il mercato è alla costante ricerca di soluzioni capaci di colpire, anche l’esperto come il ciarlatano finisce per provare a stupire con “effetti speciali”, riducendo molto spesso la verità al rango di bufala.
Il campo delle diete è costellato di fantastiche novità che si susseguono a ritmo incessante: la dieta dell’indice glicemico, la dieta delle intolleranze alimentari (“cosa c’entreranno poi le intolleranze con il peso…?”), la dieta chetogenica (“ma l’acetone nei bambini non si curava…?”), beveroni e tisane a più non posso, il tutto soltanto per portare via qualche soldino in cambio di una fugace speranza!
Il primo approccio al paziente diabetico non dovrebbe mai essere farmacologico, bensì soltanto nutrizionale, cosa che accade assai di rado. Solo successivamente ed in funzione della dieta, dovrebbe esser instaurata l’adeguata terapia. Inoltre molto spesso anche i servizi dietetici legati alla diabetologia hanno ben poca autonomia di pensiero e sono in balia delle mode nutrizionali del momento tanto che non è difficile vedere diete dissociate assegnate a pazienti diabetici. Una vera assurdità! Per tornare al concreto, i cibi anti-glicemia non esistono, non esiste un cibo che fa bene e uno che fa male. Per controllare la glicemia è sufficiente rispettare una distribuzione equilibrata dei carboidrati nella giornata ed assicurarne una assunzione sempre, o quasi, contemporanea a quella di proteine e di grassi che ne modulano e ne rallentano l’assorbimento. In modo particolare è opportuno privilegiare l’assunzione di carboidrati complessi (pane, crackers, grissini…) nei fuori pasto, limitando l’assunzione di quelli semplici (frutta, dolci…) al termine di pasti principali in cui sono presenti gli altri nutrienti sopra citati. Al di là di queste poche e semplici regole, ogni ulteriore considerazione non può che essere formulata in funzione delle peculiarità del singolo paziente.

Silvia Trevaini

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Dieta Dukan: menu giornaliero per la prima fase di attacco

La fase di attacco della dieta Dukan prevede un menu giornaliero del tutto proteico, che spinge il nostro corpo a dimagrire in modo rapido. Si tratta anche della fase più importante che va ad intaccare gli accumuli di grasso e che ci consente così di perdere un bel po’ di peso. La perdita di peso si ottiene in minimo 5 e massimo 10 giorni in cui gli alimenti concessi sono davvero pochissimi e in cui i carboidrati ma anche le verdure e la frutta sono proibite.

Il menu giornaliero per la fase d’attacco della Dieta Dukan
Colazione: un caffè o tè accompagnato da uno yogurt magro con un cucchiaio e mezzo di crusca d’avena. In alternativa 200g di formaggio magro con degli affettati magri come tacchino, bresaola o prosciutto cotto light o un uovo sodo o un budino di latte scremato light.
Spuntino di metà mattina: 1 yogurt oppure 100g di formaggio fresco light
Pranzo: del petto di pollo alla griglia o in alternativa potete consumare anche uova, pesce, bresaola, gamberetti, tutti gli alimenti concessi in questa primissima fase.
Merenda: uno yogurt o una fetta di tacchino
Cena: come per il pranzo scegliete sempre tra uova, pesce, prosciutto,bresaola, gamberetti, coniglio, pesce da preparare secondo le ricette della fase di attacco Dukan e come dolce un budino di latte scremato o uno yogurt.

Alimenti ammessi nella fase di attacco
Il vostro menu giornaliero per la fase di attacco potrà anche essere creato mescolando a piacere gli alimenti concessi: raccomandiamo però di evitare qualsiasi aggiunta per evitare di rovinare la vostra dieta. Ecco cosa potrete mangiare nei primi giorni di dieta.
Carni bianche magre
Prosciutto magro
Manzo, vitello, o fegato di pollo
Pesce, molluschi e crostacei
Uova
Latticini light
Aceto, senape, spezie, erbe aromatiche, aglio, cipolla
Ketchup senza esagerare
Gomme da masticare light

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Dottor OZ dieta e stile di vita

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Dottor oz dieta. Il dottor Mehmet Cengiz Oz, famoso per le sue trasmissioni televisive statunitensi, non ha faticato a conquistare anche il pubblico italiano. Chirurgo cardiotoracico e professore presso la Columbia University, è noto per i suoi consigli finalizzati a un più equilibrato e sano modus vivendi. La sua fama è legata anche a un integratore alimentare, il Carbuloss, capace di bloccare l’assorbimento dei carboidrati. Per il dottor Oz, dieta e stile di vita corretto sono un tutt’uno. Gli stili di vita malsani conducono a obesità, diabete e problemi cardiaci, perciò il dottor Oz parte dalla convinzione che la correzione del proprio modo di vivere è la base da cui partire per conquistare benessere fisico e psichico.

Secondo il dottor Oz la dieta ideale non può prescindere da tre regole fondamentali:
1°- Colazione a base di peperoncino. Strano a dirsi, ma è così. Il peperoncino contiene capsaicina, sostanza capace di far bruciare più calorie e di controllare gli impulsi che dallo stomaco arrivano al cervello impedendo, nell’arco di tutta la giornata, che a quest’ultimo arrivino messaggi di fame.
2°- Metà mattinata: fare uno spuntino con la frutta secca, preferibilmente le noci perché queste aumentano il senso di sazietà.
3°- Prima di cena: mangiare una fetta di pane integrale con un filo d’olio d’oliva perché le fibre e i grassi insaturi servono a corroborare lo stomaco.
Queste semplici tre regole utilizzate dal Dottor Oz nella dieta, unite all’uso del Carbuloss, aiutano a dimagrire senza ulteriori sforzi. In pratica si può mangiare di tutto, anche i carboidrati come pane, pasta e patate, nemici di qualsiasi dieta giacché responsabili dell’accumulo di grasso nel corpo. Il peperoncino e le noci ne faranno ridurre la quantità da ingerire, mentre l’integratore li aggredirà bloccandone l’assimilazione prima ancora che questi siano ridotti in grassi.

A detta del dottor Oz, una dieta equilibrata è quella che non elimina nessun alimento. Nelle giuste quantità, il nostro organismo ha bisogno di tutto, non a caso è anche un grande estimatore della nostra dieta mediterranea, universalmente riconosciuta come il miglior regime alimentare.

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